Sanatoria strutturale in zona sismica: approvato il DL che modifica l’art. 36 del Testo Unico Edilizia

01/04/2025

È ufficiale: dal 1° luglio 2025 sarà possibile sanare le opere strutturali realizzate in assenza di autorizzazione sismica. Un Decreto-Legge approvato in Consiglio dei Ministri ha riscritto l’art. 36 del d.P.R. n. 380/2001, aprendo le porte alla sanatoria anche nelle zone a rischio sismico, purché siano rispettate le condizioni dell’art. 8 delle NTC 2018.

Arriva la sanatoria strutturale

“Se l’opera esiste e resiste, va sanata”. Questo il principio ispiratore del nuovo Decreto-Legge n. 112/2025 pubblicato oggi, 1° aprile, in Gazzetta Ufficiale. Il testo introduce un comma 3-bis all’art. 36 del Testo Unico Edilizia, stabilendo che:

In deroga a quanto previsto dagli articoli 94 e 95, nelle zone sismiche è ammessa la sanatoria degli interventi strutturali eseguiti in assenza o difformità dal titolo abilitativo, qualora l’opera sia conforme alla normativa tecnica vigente al momento della presentazione dell’istanza e sia verificata, con apposita relazione asseverata, la rispondenza ai requisiti dell’art. 8 del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 17 gennaio 2018”.

Secondo la relazione illustrativa del DL, il legislatore ha preso atto della “necessità di semplificare” anche in ambito strutturale, superando quello che veniva definito un “formalismo paralizzante”. In particolare, si richiama la possibilità di una “verifica ex post delle condizioni di sicurezza” mediante tecniche di modellazione numerica, rilievi in sito e prova del nove: la struttura non è crollata, quindi funziona.

Gli effetti sullo stato legittimo

Le nuove disposizioni incidono anche sull’art. 9-bis, con l’introduzione di un nuovo periodo al comma 1-bis che riconosce lo “stato legittimo strutturale” a seguito della sanatoria sismica, anche in assenza di autorizzazione preventiva, purché sia dimostrata la “capacità dissipativa adeguata”.

Un’innovazione che farà sicuramente discutere tecnici, amministrazioni e giudici amministrativi. Intanto, si apre un nuovo fronte interpretativo: sarà sufficiente un collaudo statico tardivo per rimettere in carreggiata opere strutturalmente abusive? O servirà una valutazione dinamica in zona elastica?

Nel dubbio, verificate bene la data in cui state leggendo questo articolo.

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