Ante ’67: il TAR sull'onere della prova

Spetta al proprietario del manufatto dimostrare che la realizzazione di un immobile senza permesso di costruire sia avvenuta prima della Legge Ponte

di Redazione tecnica - 02/04/2025

Legittimità dell’ordine di demolizione e irrilevanza del decorso del tempo

Un altro aspetto affrontato dalla sentenza riguarda il decorso del tempo tra la realizzazione dell’abuso e l’adozione del provvedimento repressivo. La ricorrente ha invocato il legittimo affidamento, sostenendo che la lunga inerzia del Comune avrebbe dovuto impedire l’adozione dell’ordine di demolizione.

Anche su questo punto il TAR è stato netto, richiamando un consolidato orientamento giurisprudenziale secondo cui “La mera inerzia dell’amministrazione nell’esercizio di un potere/dovere finalizzato alla tutela di rilevanti finalità di interesse pubblico non è idonea a far divenire legittimo ciò che è sin dall’origine illegittimo”.

Un abuso edilizio non può diventare legittimo solo perché l’amministrazione non è intervenuta tempestivamente, né si può applicare il ripensamento dell’azione amministrativa in autotutela, poiché qui si tratta di un atto vincolato e non discrezionale.

Il Comune, infatti, non ha mai assunto comportamenti tali da ingenerare un’aspettativa giuridicamente tutelabile in capo alla ricorrente. Il semplice trascorrere del tempo senza un’azione repressiva non può costituire una forma di sanatoria implicita.

Acquisizione gratuita e individuazione dell’area di sedime

Infine, la ricorrente ha contestato l’ordine di demolizione anche sotto il profilo della mancata o erronea individuazione dell’area di sedime da acquisire gratuitamente al patrimonio comunale, sostenendo che ciò avrebbe reso illegittimo il provvedimento. Anche su questo punto il TAR ha rigettato il ricorso, chiarendo che l’acquisizione gratuita delle opere e della relativa area di sedime costituisce una conseguenza ex lege della inottemperanza all’ordine impartito e, quindi, può essere compiuta anche a valle, con atto successivo e separato avente natura meramente dichiarativa e ricognitiva».

Pertanto, l’eventuale omissione o imprecisione nell’individuazione dell’area di sedime non incide sulla legittimità dell’ordine di demolizione, ma può essere sanata con un atto successivo.

In definitiva, il TAR ha confermato la legittimità dell’ordinanza di demolizione e l’infondatezza delle tesi della ricorrente, su un immobile realizzato sine titulo in area a destinazione agricola.

 

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