Contributi CER: arriva la proroga del MASE
Prorogati i termini per la richiesta di contributo per l’installazione e la realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili inseriti in configurazioni di comunità energetiche
Arriva dal MASE la proroga per la presentazione delle richieste, ai sensi del DM 7 dicembre 2023, n. 414, c.d. “Decreto CACER”, di accesso a un contributo in conto capitale per l’installazione e la realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili inseriti in configurazioni di comunità energetiche, gruppi di autoconsumatori e autoconsumatori individuali a distanza.
Comunità Energetiche Rinnovabili: il MASE proroga i termini per la richiesta di contributi
La proroga, disposta con il Decreto MASE 28 febbraio 2025, n. 59, è stata disposta tenendo conto del fatto che, nonostante l’imminente chiusura dello sportello per la presentazione delle richieste, sono ancora disponibili fondi ed è necessario garantire il raggiungimento degli obiettivi PNRR relativi al target M2C2-47, che prevedono l’installazione, entro il 30 giugno 2026, di almeno 1.730 MW di nuova capacità rinnovabile attraverso CER e auto consumatori di gruppo per l’Italia.
Proprio per questo, la scadenza dei termini per la richiesta di accesso ai contributi è stata posticipata dal 31 marzo 2025 al 30 novembre 2025; parallelamente, il Ministero ha avviato interlocuzioni con la Commissione europea per ampliare la platea dei beneficiari a Comuni fino a 30mila abitanti.
Decreto CER: chi può accedere ai fondi?
Secondo quando previsto dal DM 7 dicembre 2023, n. 414, possono essere finanziati gli interventi di nuova costruzione o di potenziamento di impianti alimentati da fonti rinnovabili, in Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, inseriti all’interno di configurazioni di comunità energetiche rinnovabili o di sistemi di autoconsumo collettivo. Il contributo ammonta al 40% della spesa ammissibile.
Criteri di ammissibilità ai contributi
Gli impianti, per essere ammessi alle risorse, devono rispondere ai seguenti criteri:
- essere realizzati tramite intervento di nuova costruzione o potenziamento;
- avere potenza non superiore a 1 MW;
- essere dotati di titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio dell’impianto, se previsto;
- essere dotati di preventivo di connessione alla rete elettrica accettato in via definitiva, se previsto;
- essere ubicati in Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti (al vaglio la proposta del MASE di salire la quota demografica a 30mila abitanti);
- essere ubicati nell’area sottesa alla medesima cabina primaria a cui fa riferimento la configurazione di CER o di Gruppo di autoconsumatori di cui l’impianto/UP farà parte;
- avere una data di avvio lavori successiva alla data di presentazione della domanda di contributo da parte del soggetto Beneficiario;
- rispettare i requisiti sugli impianti di produzione rappresentati nella Parte II, paragrafi 1.2.1.2 e 1.2.1.3 delle Regole Operative, inclusi i requisiti previsti dal principio DNSH e tagging climatico;
- essere inseriti, dopo la loro realizzazione, in una configurazione di gruppo di autoconsumatori o di CER per la quale risulti attivo il contratto per l’erogazione della tariffa incentivante di cui all’Appendice B delle Regole Operative.
- entrare in esercizio entro diciotto mesi dalla data di ammissione al contributo e comunque non oltre il 30 giugno 2026
L’invio della richiesta di contributo è subordinato alla costituzione delle CER e dei Gruppi di autoconsumatori prima della presnetazione dell’istanza.
Contributi CER: spese ammissibili
Sono ammissibili al contributo in conto capitale anche queste spese:
- realizzazione di impianti a fonti rinnovabili (ad esempio, componenti, inverter, strutture per il montaggio, componentistica elettrica, etc.);
- fornitura e posa in opera dei sistemi di accumulo;
- acquisto e installazione macchinari, impianti e attrezzature hardware e software, comprese le spese per la loro installazione e messa in esercizio;
- opere edili strettamente necessarie alla realizzazione dell’intervento;
- connessione alla rete elettrica nazionale;
- studi di prefattibilità e spese necessarie per attività preliminari, ivi incluse le spese necessarie alla costituzione delle configurazioni;
- progettazioni, indagini geologiche e geotecniche il cui onere è a carico del progettista per la definizione progettuale dell’opera;
- direzioni lavori, sicurezza;
- collaudi tecnici e/o tecnico-amministrativi, consulenze e/o supporto tecnico-amministrativo essenziali all’attuazione del progetto.
Sono finanziabili, nella misura massima del 10% dell'importo complessivo del contributo, le spese sostenute per studi di fattibilità, progettazioni, direzione lavori.
Questi i limiti di spesa ammissibili al contributo:
- 1.500 €/kW, per impianti fino a 20 kW;
- 1.200 €/kW, per impianti di potenza superiore a 20 kW e fino a 200 kW;
- 1.100 €/kW per impianti di potenza superiore a 200 kW e fino a 600 kW;
- 1.050 €/kW, per impianti di potenza superiore a 600 kW e fino a 1.000 kW.
Infine, l’IVA non è ammissibile alle agevolazioni.
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