Procedure troppo lente: ASMEL contro ANAC
Il commento al richiamo dell'Autorità a RUP e stazioni appaltanti: piuttosto che minacciare sanzioni bisogna trovare soluzioni
Ne abbiamo parlato di recente, quando ANAC ha richiamato, con un Comunicato del Presidente, RUP e stazioni appaltanti a rispettare il principio della massima tempestività nella conclusione delle procedure di affidamento, troppo spesso disatteso dalle Amministrazioni.
Non solo: l’Autorità ha anche sottolineato come il Correttivo al Codice Appalti abbia attribuito notevole importanza all’efficienza decisionale delle stazioni appaltanti qualificate, stabilendo:
- all’articolo 11, comma 4-bis, dell’Allegato II.4 che se il tempo medio di affidamento supera i 160 giorni, la stazione appaltante deve presentare all’ANAC un piano di riorganizzazione con misure concrete per la riduzione delle tempistiche;
- al comma 4-ter che siano previste sanzioni per chi non comunica il piano di riorganizzazione o non attua le misure proposte, configurando una grave violazione, punibile ai sensi dell’articolo 63, comma 11, del Codice.
Procedure troppo lente: la replica di ASMEL ad ANAC
Una precisazione che non è piaciuta ad ASMEL - l’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali -, come conferma il recente comunicato a firma del consigliere Francesco Pinto, nel quale si sottolinea come ANAC sia in procinto di inviare 7mila lettere di richiamo per i RUP che non stanno rispettando le tempistiche.
Di fronte a questo scenario, ASMEL contesta l’interpretazione di ANAC, sollevando più di un dubbio sui dati. Analizzando le statistiche di decine di migliaia di gare, l’associazione non ha rilevato criticità significative rispetto alla soglia dei 160 giorni.
Ma il punto centrale della contestazione riguarda una questione di sistema: il problema non è la lentezza dei RUP, ma le complessità normative italiane, motivo per cui, piuttosto che sanzioni bisognerebbe proporre soluzioni. La domanda da porsi, spiega Pinto, è se i RUP italiani siano davvero meno efficienti dei loro colleghi europei, oppure se il sistema sia ingessato da regole poco chiare e da riforme frammentarie.
I 6 fattori da considerare
ASMEL sottolinea come ci siano almeno sei fattori che influenzano i tempi di aggiudicazione, del tutto indipendenti dalla volontà del RUP:
- scelta dei commissari di gara, con priorità ai funzionari pubblici, che spesso sono difficili da reperire;
- numero di partecipanti: più sono le offerte, più tempo serve per valutarle;
- soccorso istruttorio: le richieste di integrazione documentale allungano i tempi;
- acquisizione dei certificati: i ritardi degli enti che rilasciano la documentazione incidono sui tempi di verifica dei requisiti;
- ricorsi e istanze cautelari: le impugnative davanti alla giustizia amministrativa bloccano le procedure;
- ripetizione della gara: ANAC stessa, con richieste di annullamento per cavilli e formalismi, può allungare i tempi.
Secondo l'Associazione, chi lavora negli appalti sa bene che è su queste criticità che bisognerebbe agire, con un approccio realistico che non si trasformi in una caccia al colpevole.
Se davvero si vogliono accelerare i tempi, bisogna agire sulle cause strutturali dei ritardi, con norme più semplici, processi meno burocratici, digitalizzazione delle procedure e maggiore supporto ai piccoli enti.
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