Riforma del Testo Unico Edilizia: ecco la proposta di legge delega
Alla Camera dei Deputati Forza Italia presenta la proposta di legge delega al Governo per l’aggiornamento, il riordino ed il coordinamento della disciplina statale in materia di Edilizia
La struttura del DDL
Il testo del disegno di legge delega si compone di 3 articoli:
- art. 1 - Delega al Governo per l’aggiornamento, il riordino ed il coordinamento della disciplina statale in materia di Edilizia
- art. 2 - Princìpi e criteri direttivi
- art. 3 - Disposizioni transitorie e finali
L’art. 1 attribuisce al Governo la delega per adottare uno o più decreti legislativi entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, al fine di riscrivere e aggiornare la normativa edilizia, secondo un impianto sistematico che antepone i “principi indicatori” alla casistica. Il processo è scandito da passaggi obbligati: proposta ministeriale, intesa in Conferenza Unificata, parere del Consiglio di Stato, parere delle Commissioni parlamentari e possibile proroga per ulteriori novanta giorni.
L’art. 2 è il cuore pulsante della proposta: un lungo elenco di principi e criteri direttivi che devono orientare la redazione dei futuri decreti. Tra i più rilevanti:
- redazione di un nuovo Testo Unico che raccolga le norme in materia urbanistica ed edilizia in un quadro coerente e semplificato;
- coordinamento con le discipline settoriali che incidono sull’uso del territorio;
- definizione dei principi fondamentali statali nel rispetto dell’art. 117 Cost., con valorizzazione dell’autonomia comunale;
- individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) in ambito edilizio;
- principi della pianificazione urbanistica basati su sostenibilità, inclusione, resilienza;
- revisione delle categorie di intervento edilizio, introducendo la distinzione tra trasformazioni del territorio, adeguamenti funzionali, opere minori e non rilevanti;
- chiarezza dei regimi amministrativi, riducendoli a tre: permesso di costruire, SCIA e attività libera;
- valorizzazione del progetto e dei tecnici nella funzione certificativa;
- digitalizzazione integrale dei procedimenti, con modelli standardizzati e acquisizione automatica dei dati pubblici;
- mappatura del patrimonio edilizio tramite fascicolo del fabbricato;
- norme tecniche per la sicurezza strutturale e la sostenibilità ambientale delle costruzioni;
- rafforzamento delle misure per l’accessibilità e l’eliminazione delle barriere architettoniche.
Infine, l’art. 3 stabilisce che la normativa troverà applicazione nelle Regioni a statuto speciale compatibilmente con i rispettivi statuti, e prevede una disciplina transitoria per salvaguardare i procedimenti avviati prima della riforma.
Non è la prima volta che si tenta una riforma complessiva del Testo Unico Edilizia. Ma questa proposta si distingue per l’impianto organico e sistematico, per la chiarezza dei principi, e per la volontà dichiarata di affrontare finalmente le sfide ambientali, sociali e normative del nostro tempo.
Il punto, però, resta lo stesso: la politica saprà davvero portare a termine questo percorso? Il rischio che tutto si fermi a una “buona intenzione” è dietro l’angolo. Ma intanto – finalmente – si è riaperta la discussione. E questo, già di per sé, è un fatto positivo.
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