Tettoia e ampliamenti tra condono e tolleranze: interviene il Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato si pronuncia su ampliamenti minori e tettoie: quando valgono le tolleranze, quando serve il condono e cosa cambia con il Salva Casa.

di Redazione tecnica - 03/04/2025

Tolleranze costruttive e legittimità edilizia

Nel merito, il Consiglio di Stato ha escluso l’applicabilità dell’art. 34, comma 2-ter, d.P.R. 380/2001 ai due vani ripostiglio, rilevando che non si trattava di lievi difformità su opere assentite, ma di veri e propri nuovi locali realizzati ex novo, mai rappresentati graficamente nei titoli edilizi originari. La stessa parte appellante ha ammesso che tali manufatti non risultavano nel progetto approvato, essendo stati ricavati mediante la chiusura di spazi aperti con murature e infissi.

Inoltre, i due ripostigli non erano stati inclusi in nessuna delle pratiche di condono o ampliamento presentate nel tempo: né nella documentazione grafica, né nei versamenti di oblazione. Nemmeno il certificato di abitabilità del 1968 o l’accatastamento sono stati ritenuti utili a dimostrare la legittimità urbanistica, trattandosi di atti privi di efficacia abilitativa edilizia.

Altro principio ribadito dal Consiglio è quello secondo cui la modesta entità delle opere o la distanza temporale dalla loro realizzazione non generano legittimo affidamento, né impongono all’Amministrazione un onere motivazionale rafforzato nell’ordinanza di demolizione.

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