Aggiornamento catastale post Superbonus: cosa succede se il contribuente non lo fa?
Se si attende che la revisione catastale venga fatta d’ufficio dall’Agenzia delle Entrate, il contribuente rischia di pagare due volte
L'esperienza maturata con i bonus fiscali, e in particolare con il Superbonus, ci ha insegnato che è fondamentale gestire con attenzione ogni aspetto della normativa, senza lasciarsi prendere dalla fretta. In vista dell'invio delle lettere di compliance da parte dell'Agenzia delle Entrate, è utile affrontare con anticipo la questione degli aggiornamenti catastali, un tema che merita una riflessione approfondita. Ne abbiamo parlato con il nostro esperto, l’ing. Cristian Angeli, al quale abbiamo rivolto il seguente quesito pervenuto in redazione.
Il quesito
Ho recentemente completato una ristrutturazione su una palazzina di mia proprietà composta da quattro unità immobiliari, tutte in categoria A5 (abitazioni economiche), beneficiando del Superbonus. Gli interventi sono stati sia di efficientamento energetico che antisismico, riguardando tanto le parti comuni quanto le singole unità, senza però apportare modifiche planimetriche. I lavori si sono conclusi con successo, grazie al buon operato di un General Contractor. Tuttavia, ora mi trovo in difficoltà per quanto riguarda l’aggiornamento catastale. Ho consultato diversi tecnici, ma le opinioni ricevute sono contrastanti: c'è chi suggerisce di cambiare addirittura categoria, passando in A4, chi afferma che basta un salto di classe, e chi consiglia di effettuare una simulazione tramite il software Docfa per determinare la necessità o meno dell'aggiornamento. Inoltre, ho trovato opinioni che suggeriscono di non fare nulla e attendere che l’Agenzia delle Entrate provveda d’ufficio. Qual è la strada giusta da seguire?
L’esperto risponde
Il tema degli aggiornamenti catastali post-Superbonus è un argomento complesso e controverso, e non sorprende che il lettore abbia ricevuto risposte così differenti. Questa particolare situazione è dovuta principalmente al fatto che non esiste una normativa univoca sull'argomento, ma piuttosto una serie di documenti di prassi che si sovrappongono, risalenti addirittura al Regio Decreto 652/1939.
Però la diversità di opinioni non è necessariamente indice di errore, poiché il Catasto e l’estimo, in generale, non sono scienze esatte. Molte decisioni in questo ambito devono basarsi sul giudizio professionale, non essendo supportate da formule matematiche prestabilite.
Nel caso specifico, il consiglio che si può dare al gentile lettore è quello di rivolgersi a un tecnico abilitato esperto in materia catastale, evitando soluzioni fai-da-te. Questo garantirà che qualsiasi decisione presa sia basata su una valutazione ponderata e conforme alle normative in vigore, tenendo conto che la scelta di procedere o meno con l'aggiornamento catastale ha implicazioni economiche, fiscali e potenzialmente sanzionatorie.
Pertanto, non è possibile fornire una risposta definitiva basata solo sui dati forniti nel quesito. Sarebbe infatti necessario esaminare nel dettaglio gli interventi effettuati per determinare se questi incidono sulla destinazione d'uso dell’immobile (e quindi sulla categoria catastale), o sulla tipologia e qualità delle finiture (che influirebbero sulla classe catastale). In aggiunta, occorrerebbe conoscere l’entità dei lavori e i relativi costi, poiché una variazione nella redditività dell’immobile può anch’essa giustificare l'aggiornamento catastale.
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